Stigmata

Incuriosito da tanta pubblicità e dall’interesse per il tatuaggio nel suo significato più originale e autentico, oggi sono andato a visitare la mostra Stigmata a Bologna.
Allestita in un bellissimo palazzo d’epoca poco distante da Piazza Maggiore, l’esposizione si organizza in un ambiente unico, di dimensioni piuttosto ridotte e poco illuminato.
L’elemento di maggiore interesse è costituito a mio avviso dai disegni sui quali Lombroso ha studiato il legame tra tatuaggio e criminalità, corredati da didascalie chiare e puntuali ma non particolarmente originali.
Solo un breve accenno alla mummia Otzi e ai tatuaggi religiosi.
Un paio di teche custodiscono testi originali e macchine per tatuare d’epoche antiche.
Si esce un po’ delusi perché non è stata colta, a mio avviso, l’occasione per approfondire alcuni spunti molto interessanti, ma con la convinzione che l’idea che sottende l’intera mostra sia quella di aver voluto mostrare l’aspetto storico, intellettuale e più profondo di un fenomeno che negli ultimi anni si sta purtroppo riducendo a mera forma di moda ed esibizionismo.

Cristiano Riccio
per
Tatuati indipendenti

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